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Paolo Casolino
Paolo Casolino
Una sedia per... l'animo
L'animo è l'insieme delle facoltà e degli aspetti interiori dell'individuo, che lo caratterizzano in quanto essere umano. Esso è da sempre oggetto di indagine da parte di molte discipline. Il Counseling gli offre una sedia su cui fermarsi, osservarsi e cambiare.

In realtà sia animo che anima vengono dal latino animus (spirito), che riprende il greco anemos - ànemos (soffio, vento). Sempre in greco antico, il concetto di anima è invece espresso con la parola psyche - psyché. Con la parola anima ci si riferisce più propriamente all'idea di qualcosa di etereo, energetico, animico appunto, che abita nel nostro corpo e ci dà vita in senso pieno. E' un principio più che altro spirituale e/o religioso, ma non solo; infatti la parola Psiche viene direttamente da psyché. Anche se la parola animo è usata spesso come sinonimo di anima, in realtà essa sembra esprimere un concetto leggermente differente.

Il Vocabolario Treccani riporta questa serie di significati per animo: Principio attivo delle facoltà intellettuali, del sentimento, della volontà (con significati più limitati rispetto a quelli di anima). Con riferimento alle facoltà intellettuali, equivale a mente, pensiero, memoria. Come sede degli affetti. Come insieme delle caratteristiche spirituali e morali e dei sentimenti di una persona. Come potenza volitiva. In aggiunta troviamo anche: Attenzione. Inclinazione, disposizione verso una persona. Proposito, intenzione deliberata di cagionare un determinato effetto o di raggiungere un dato fine. Condizione, disposizione di spirito. Coraggio, ardimento. In Enciclopedia Treccani invece, nel discernimento tra anima e animo, su quest'ultimo termine viene detto che esso "nel suo complesso, denota l'insieme delle facoltà psichiche", intese come "le facoltà spirituali che denotano l'individuo come tale", quindi una "spiritualità soggettiva" (Pagliaro).

Emerge che la parola animo dimostri alcune sfaccettature e si presta ad una definizione che lascia in sé proprio una sfumatura di indefinitezza. Credo che questo sia inevitabile e perfettamente in sintonia con l'ambito a cui ci si riferisce parlando di animo. Stiamo parlando infatti dell'essere umano stesso, delle sue facoltà tipicamente umane e dei suoi aspetti interiori che costituiscono il suo essere essere-umano; sarà perdonata la cacofonia. Come si può definire in maniera netta e perentoria cosa sia l'essere umano al di là della sua forma organica, quando la natura della sua esperienza interiore è propriamente fluida e mutevole, oggetto di evoluzione e relatività soggettiva? Inoltre, anche il fatto che "la differenza tra i due vocaboli [anima e animo] non è sempre rigorosamente determinabile" (cit.), esprime a mio avviso la caratteristica di indefinitezza e ambiguità di quella dimensione dell'essere umano che ne è proprio un aspetto caratterizzante.

Ciò che riguarda l'animo umano è indagato in maniere differenti da differenti discipline, scienze, arti e branche del sapere. Lo fa la psicologia (intesa sia nel suo senso generale di disciplina interessata alla psiche, sia nella sua accezione di scienza medica e accademica), lo fa la filosofia, lo spiritualismo, lo sciamanesimo e l'Arte in molte sue forme. E lo fa anche il Counseling. Il Counseling Umanistico in fin dei conti si pone in mezzo a tutti questi mondi, attraversandoli in direzione del cambiamento e dell'empowerment con i suoi metodi e le sue tecniche. Esso offre al cliente la possibilità di fermarsi, di sedersi e di osservarsi proprio nei momenti in cui l'animo è in subbuglio, confuso e indeciso, creando uno spazio-tempo, un limen adatto a questo scopo.

Nel Counseling Umanistico, i processi tipici come l'osservazione metodica e lo sviluppo di alternative e nuove strategie, poggiano prima di tutto sul sentire e sul contatto dell'animo umano. La costruzione della relazione tra counselor e cliente passa proprio per il contatto e la comunicazione tra gli animi. Un contatto misurato e attento, funzionale al cliente, affinché egli stesso possa riprendere contatto con il suo animo, così da prendersene cura. È su questa base che le tecniche possono essere profondamente efficaci, tanto da andar poi a stimolare nel cliente il suo slancio d'animo che gli è fondamentale per assumersi la responsabilità del cambiamento. Senza il contatto umano profondo e autentico, l'efficacia della relazione e dell'intervento sono molto limitati. A mio modo di vedere è in quel terreno ricco di humus filosofico, psicologico, antropologico, artistico, sociologico e spirituale che il counselor umanistico ha la sua autonomia e la sua identità.

"Una sedia per l'anima" (The seat of Soul, 1989) è il titolo di un libro di Gary Zukav, "insegnante spirituale" americano. Il libro non riguarda il counseling, ma è una sorta di guida spirituale per l'epoca moderna. Non parlerò del libro, anche perché non lo conosco a fondo e non è mio argomento di indagine al momento. Mi piace però prendere spunto dal titolo, il quale offre un'immagine evocativa; una sedia per l'anima appunto. È un'immagine vivida che percepisco affine a tanti momenti vissuti in formazione e non solo. Ritengo in effetti che il Counseling possa essere definito anche "Una sedia per l'animo". Esatto, "per l'animo".

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Paolo Casolino
Paolo Casolino
Una sedia per... l'animo

L'animo è l'insieme delle facoltà e degli aspetti interiori dell'individuo, che lo caratterizzano in quanto essere umano. Esso è da sempre oggetto di indagine da parte di molte discipline. Il Counseling gli offre una sedia su cui fermarsi, osservarsi e cambiare.

In realtà sia animo che anima vengono dal latino animus (spirito), che riprende il greco anemos - ànemos (soffio, vento). Sempre in greco antico, il concetto di anima è invece espresso con la parola psyche - psyché. Con la parola anima ci si riferisce più propriamente all'idea di qualcosa di etereo, energetico, animico appunto, che abita nel nostro corpo e ci dà vita in senso pieno. E' un principio più che altro spirituale e/o religioso, ma non solo; infatti la parola Psiche viene direttamente da psyché. Anche se la parola animo è usata spesso come sinonimo di anima, in realtà essa sembra esprimere un concetto leggermente differente.

Il Vocabolario Treccani riporta questa serie di significati per animo: Principio attivo delle facoltà intellettuali, del sentimento, della volontà (con significati più limitati rispetto a quelli di anima). Con riferimento alle facoltà intellettuali, equivale a mente, pensiero, memoria. Come sede degli affetti. Come insieme delle caratteristiche spirituali e morali e dei sentimenti di una persona. Come potenza volitiva. In aggiunta troviamo anche: Attenzione. Inclinazione, disposizione verso una persona. Proposito, intenzione deliberata di cagionare un determinato effetto o di raggiungere un dato fine. Condizione, disposizione di spirito. Coraggio, ardimento. In Enciclopedia Treccani invece, nel discernimento tra anima e animo, su quest'ultimo termine viene detto che esso "nel suo complesso, denota l'insieme delle facoltà psichiche", intese come "le facoltà spirituali che denotano l'individuo come tale", quindi una "spiritualità soggettiva" (Pagliaro).

Emerge che la parola animo dimostri alcune sfaccettature e si presta ad una definizione che lascia in sé proprio una sfumatura di indefinitezza. Credo che questo sia inevitabile e perfettamente in sintonia con l'ambito a cui ci si riferisce parlando di animo. Stiamo parlando infatti dell'essere umano stesso, delle sue facoltà tipicamente umane e dei suoi aspetti interiori che costituiscono il suo essere essere-umano; sarà perdonata la cacofonia. Come si può definire in maniera netta e perentoria cosa sia l'essere umano al di là della sua forma organica, quando la natura della sua esperienza interiore è propriamente fluida e mutevole, oggetto di evoluzione e relatività soggettiva? Inoltre, anche il fatto che "la differenza tra i due vocaboli [anima e animo] non è sempre rigorosamente determinabile" (cit.), esprime a mio avviso la caratteristica di indefinitezza e ambiguità di quella dimensione dell'essere umano che ne è proprio un aspetto caratterizzante.

Ciò che riguarda l'animo umano è indagato in maniere differenti da differenti discipline, scienze, arti e branche del sapere. Lo fa la psicologia (intesa sia nel suo senso generale di disciplina interessata alla psiche, sia nella sua accezione di scienza medica e accademica), lo fa la filosofia, lo spiritualismo, lo sciamanesimo e l'Arte in molte sue forme. E lo fa anche il Counseling. Il Counseling Umanistico in fin dei conti si pone in mezzo a tutti questi mondi, attraversandoli in direzione del cambiamento e dell'empowerment con i suoi metodi e le sue tecniche. Esso offre al cliente la possibilità di fermarsi, di sedersi e di osservarsi proprio nei momenti in cui l'animo è in subbuglio, confuso e indeciso, creando uno spazio-tempo, un limen adatto a questo scopo.

Nel Counseling Umanistico, i processi tipici come l'osservazione metodica e lo sviluppo di alternative e nuove strategie, poggiano prima di tutto sul sentire e sul contatto dell'animo umano. La costruzione della relazione tra counselor e cliente passa proprio per il contatto e la comunicazione tra gli animi. Un contatto misurato e attento, funzionale al cliente, affinché egli stesso possa riprendere contatto con il suo animo, così da prendersene cura. È su questa base che le tecniche possono essere profondamente efficaci, tanto da andar poi a stimolare nel cliente il suo slancio d'animo che gli è fondamentale per assumersi la responsabilità del cambiamento. Senza il contatto umano profondo e autentico, l'efficacia della relazione e dell'intervento sono molto limitati. A mio modo di vedere è in quel terreno ricco di humus filosofico, psicologico, antropologico, artistico, sociologico e spirituale che il counselor umanistico ha la sua autonomia e la sua identità.

"Una sedia per l'anima" (The seat of Soul, 1989) è il titolo di un libro di Gary Zukav, "insegnante spirituale" americano. Il libro non riguarda il counseling, ma è una sorta di guida spirituale per l'epoca moderna. Non parlerò del libro, anche perché non lo conosco a fondo e non è mio argomento di indagine al momento. Mi piace però prendere spunto dal titolo, il quale offre un'immagine evocativa; una sedia per l'anima appunto. È un'immagine vivida che percepisco affine a tanti momenti vissuti in formazione e non solo. Ritengo in effetti che il Counseling possa essere definito anche "Una sedia per l'animo". Esatto, "per l'animo".