Viviamo in una nuova epoca caratterizzata da due influenze maggiori: il capitalismo con le sue "peggiori ombre, con la rincorsa al successo, il primeggiare ad ogni costo" e il relativismo che "offre ampi margini di crescita, evoluzione e libertà, se ben compreso e agito ecologicamente". Una conseguenza diretta è l'accrescimento della dimensione individualista all'interno di società sempre più controllate, con un'infinita varietà di differenti modi di vivere le relazioni. Oltre al classico 'o bianco o nero', esiste un grigio ed esistono tutta una serie di sfumature di questo grigio.
Parlando di relazioni non-convenzionali, intendo relazioni affettive, romantiche e sessuali che sfuggono alla definizione di 'coppia monogamica'. Preferisco evitare un elenco di definizioni e descrizioni, poiché la realtà di cui facciamo esperienza non sono i nomi che diamo alle cose. Suggerisco di integrare l'intelligenza sensibile, emotiva, intuitiva oltre al pensiero razionale quando ci avviciniamo a questi temi.
Carl Rogers in "Potenza personale" racconta di Fred e Trish: una coppia monogamica che decide di dare la libertà alle individualità che la compongono di avere rapporti sessuali separatamente con altre persone. Rogers evidenzia che "quando un rapporto è basato su una scelta di crescita e di sviluppo [...] emergono schemi altamente individuali".\n\nFred descrive relazioni 'allargate' con altre coppie sottolineando che "tutti hanno acquisito un maggior senso di parità" e che "questa interazione a quattro si è dimostrata molto gratificante". Tuttavia Rogers nota che Fred non sempre comunicava i suoi sentimenti intimi più profondi quando affrontava difficoltà relazionali.\n\nLa gelosia emerge come fattore inevitabile. Maureen Miller commenta: "per molta gente, insieme all'intensa pena della gelosia, interviene una specie di vergogna" e osserva come "essa nasce dentro di me a un livello più profondo di quello a cui il mio 'significato' possa arrivare".
Con il termine 'polécola' (molecola di persone) si descrivono strutture che possono essere coppie multiple e/o plurisessualmente orientate, triadi o qualunque tipo di insieme di individui legati tra loro da relazioni affettive, amorose e sessuali. Queste possono variare in apertura, stabilità e gerarchia, regolate da accordi specifici.\n\nDossie Easton e Janet Hardy in "La Zoccola Etica" illustrano il concetto di 'cerchia': legami all'interno di gruppi rappresentabili come "una costellazione, nella quale alcune persone sono più vicine al centro e legate a molte altre". Questi legami possono variare "da rapporti senza impegno a vere e proprie famiglie estese", includendo relazioni che consistono nel semplice piacere di attività condivise fino a partnership più complesse.
Le relazioni non-convenzionali etiche si qualificano tramite l'utilizzo e il rispetto degli accordi. Una relazione etica è basata pienamente sul rispetto della persona ed è una relazione centrata sulla persona. Gli elementi chiave sono:\n\nConsapevolezza individuale: permette al singolo di sapere chi è, cosa sente e cosa desidera, e di auto-monitorarsi nel continuum della relazione.\n\nConsapevolezza relazionale: la capacità di percepire e comprendere le dinamiche che regolano i rapporti tra le persone coinvolte, operante su due livelli — quello dell'esperienza concreta e quello della conoscenza degli automatismi.\n\nEmpatia: la "capacità di percepire l'esperienza dell'altro come se fosse la mia, senza perdere la consapevolezza di quel 'come se'" (Rogers), permettendo di mettersi nei panni dell'altro.\n\nComunicazione: "il lubrificante di tutto l'ingranaggio", basata sul presupposto che è "impossibile non comunicare". Implica il passaggio e la condivisione di informazioni in maniera chiara, coerente, lineare e sincera.\n\nSincerità: esprimere l'autenticità delle sensazioni, delle emozioni, dei sentimenti, dei desideri e dei fatti. "La verità rende liberi, perché restituisce alle persone coinvolte la responsabilità di scelta individuale di fronte alla realtà".\n\nLealtà: legata al rispetto dei patti e all'assunzione della responsabilità personale di agire in coerenza. Non significa "incastrarsi forzatamente nella forma di quell'accordo" ma "impegnarsi a rispettare la dignità delle persone comunicando con sincerità le variazioni organismiche in itinere".
Easton e Hardy definiscono i confini come elementi 'al plurale' poiché "nessun confine rimane stabile a lungo". Rappresentano la percezione "di dove io finisco e dove tu cominci". È essenziale definire dove si trovano i propri limiti, quale grado di distanza o di vicinanza ci fa sentire a proprio agio.\n\nGli accordi relazionali costituiscono i confini della relazione. Nelle comunità aperte è importante che si rispettino i confini di ogni singola relazione. Quando "ognuno ha consapevolezza e cura dei confini, queste comunità possono svilupparsi fino a diventare sistemi familiari con un alto grado d'interconnessione".
Il modello presentato è una bussola di orientamento che nella sua forma più integrata diventa un sistema interno di valori. Nessuno nasce 'imparato' e le relazioni sono qualcosa che hanno bisogno di essere vissute in presenza e nel flusso.\n\nGestire eticamente una relazione richiede strumenti e capacità acquisibili tramite la crescita personale, sia attraverso l'esperienza sul campo che tramite percorsi professionali. Queste esperienze sono vicendevolmente propedeutiche per l'empowerment individuale e collettivo.\n\nOgni situazione è espressione di sé stessa: più che un elenco di casistiche e definizioni, ciò che conta è l'apertura all'ascolto di sé e dell'altro, nella consapevolezza che le relazioni etiche — convenzionali o meno — sono sempre un percorso di crescita condivisa.
Il relativismo e l'individualismo contemporaneo hanno generato un'infinita varietà di modi di vivere le relazioni. Oltre al classico 'o bianco o nero', esiste un grigio e tutta una serie di sfumature. Un'esplorazione delle relazioni affettive e romantiche non convenzionali e dei principi etici che le rendono possibili.
Viviamo in una nuova epoca caratterizzata da due influenze maggiori: il capitalismo con le sue "peggiori ombre, con la rincorsa al successo, il primeggiare ad ogni costo" e il relativismo che "offre ampi margini di crescita, evoluzione e libertà, se ben compreso e agito ecologicamente". Una conseguenza diretta è l'accrescimento della dimensione individualista all'interno di società sempre più controllate, con un'infinita varietà di differenti modi di vivere le relazioni. Oltre al classico 'o bianco o nero', esiste un grigio ed esistono tutta una serie di sfumature di questo grigio.
Parlando di relazioni non-convenzionali, intendo relazioni affettive, romantiche e sessuali che sfuggono alla definizione di 'coppia monogamica'. Preferisco evitare un elenco di definizioni e descrizioni, poiché la realtà di cui facciamo esperienza non sono i nomi che diamo alle cose. Suggerisco di integrare l'intelligenza sensibile, emotiva, intuitiva oltre al pensiero razionale quando ci avviciniamo a questi temi.
Carl Rogers in "Potenza personale" racconta di Fred e Trish: una coppia monogamica che decide di dare la libertà alle individualità che la compongono di avere rapporti sessuali separatamente con altre persone. Rogers evidenzia che "quando un rapporto è basato su una scelta di crescita e di sviluppo [...] emergono schemi altamente individuali".\n\nFred descrive relazioni 'allargate' con altre coppie sottolineando che "tutti hanno acquisito un maggior senso di parità" e che "questa interazione a quattro si è dimostrata molto gratificante". Tuttavia Rogers nota che Fred non sempre comunicava i suoi sentimenti intimi più profondi quando affrontava difficoltà relazionali.\n\nLa gelosia emerge come fattore inevitabile. Maureen Miller commenta: "per molta gente, insieme all'intensa pena della gelosia, interviene una specie di vergogna" e osserva come "essa nasce dentro di me a un livello più profondo di quello a cui il mio 'significato' possa arrivare".
Con il termine 'polécola' (molecola di persone) si descrivono strutture che possono essere coppie multiple e/o plurisessualmente orientate, triadi o qualunque tipo di insieme di individui legati tra loro da relazioni affettive, amorose e sessuali. Queste possono variare in apertura, stabilità e gerarchia, regolate da accordi specifici.\n\nDossie Easton e Janet Hardy in "La Zoccola Etica" illustrano il concetto di 'cerchia': legami all'interno di gruppi rappresentabili come "una costellazione, nella quale alcune persone sono più vicine al centro e legate a molte altre". Questi legami possono variare "da rapporti senza impegno a vere e proprie famiglie estese", includendo relazioni che consistono nel semplice piacere di attività condivise fino a partnership più complesse.
Le relazioni non-convenzionali etiche si qualificano tramite l'utilizzo e il rispetto degli accordi. Una relazione etica è basata pienamente sul rispetto della persona ed è una relazione centrata sulla persona. Gli elementi chiave sono:\n\nConsapevolezza individuale: permette al singolo di sapere chi è, cosa sente e cosa desidera, e di auto-monitorarsi nel continuum della relazione.\n\nConsapevolezza relazionale: la capacità di percepire e comprendere le dinamiche che regolano i rapporti tra le persone coinvolte, operante su due livelli — quello dell'esperienza concreta e quello della conoscenza degli automatismi.\n\nEmpatia: la "capacità di percepire l'esperienza dell'altro come se fosse la mia, senza perdere la consapevolezza di quel 'come se'" (Rogers), permettendo di mettersi nei panni dell'altro.\n\nComunicazione: "il lubrificante di tutto l'ingranaggio", basata sul presupposto che è "impossibile non comunicare". Implica il passaggio e la condivisione di informazioni in maniera chiara, coerente, lineare e sincera.\n\nSincerità: esprimere l'autenticità delle sensazioni, delle emozioni, dei sentimenti, dei desideri e dei fatti. "La verità rende liberi, perché restituisce alle persone coinvolte la responsabilità di scelta individuale di fronte alla realtà".\n\nLealtà: legata al rispetto dei patti e all'assunzione della responsabilità personale di agire in coerenza. Non significa "incastrarsi forzatamente nella forma di quell'accordo" ma "impegnarsi a rispettare la dignità delle persone comunicando con sincerità le variazioni organismiche in itinere".
Easton e Hardy definiscono i confini come elementi 'al plurale' poiché "nessun confine rimane stabile a lungo". Rappresentano la percezione "di dove io finisco e dove tu cominci". È essenziale definire dove si trovano i propri limiti, quale grado di distanza o di vicinanza ci fa sentire a proprio agio.\n\nGli accordi relazionali costituiscono i confini della relazione. Nelle comunità aperte è importante che si rispettino i confini di ogni singola relazione. Quando "ognuno ha consapevolezza e cura dei confini, queste comunità possono svilupparsi fino a diventare sistemi familiari con un alto grado d'interconnessione".
Il modello presentato è una bussola di orientamento che nella sua forma più integrata diventa un sistema interno di valori. Nessuno nasce 'imparato' e le relazioni sono qualcosa che hanno bisogno di essere vissute in presenza e nel flusso.\n\nGestire eticamente una relazione richiede strumenti e capacità acquisibili tramite la crescita personale, sia attraverso l'esperienza sul campo che tramite percorsi professionali. Queste esperienze sono vicendevolmente propedeutiche per l'empowerment individuale e collettivo.\n\nOgni situazione è espressione di sé stessa: più che un elenco di casistiche e definizioni, ciò che conta è l'apertura all'ascolto di sé e dell'altro, nella consapevolezza che le relazioni etiche — convenzionali o meno — sono sempre un percorso di crescita condivisa.
